Degustazione del menù di nozze
Come funziona, cosa assaggiare, errori da evitare

Il Cuoco Innamorato
Scegliere il menù è uno dei passaggi più importanti dell’organizzazione del matrimonio. La degustazione (o “prova menù”) serve proprio a questo: verificare qualità dei piatti, ritmo di servizio e coerenza con lo stile delle nozze, prima di confermare le scelte definitive. Qui trovi una guida pratica, neutrale e applicabile con qualsiasi catering/banqueting o ristorante per eventi.

Cos’è (e perché conta davvero)



La degustazione è un incontro dedicato (di solito 1–2 ore) in cui si assaggiano le proposte del menù nuziale, si valutano alternative e si definiscono eventuali personalizzazioni. È utile per:

testare materie prime, sapori e cotture;

misurare porzioni e sequenza dei piatti;

scegliere abbinamenti vino e bevande;

allineare mise en place e stile del ricevimento;

chiarire aspetti logistici (tempi, staff, allergie).

Quando farla: la timeline ideale



T-8 / T-6 mesi: prima degustazione esplorativa (stile, budget, impostazione).

T-4 / T-3 mesi: seconda degustazione di conferma (varianti, abbinamenti vino, dessert).

T-1 mese: eventuale micro-revisione su dettagli (pane, olio, finger extra, late-night snack).

Consiglio: se possibile, pianifica la prima degustazione in stagione simile a quella delle nozze, così assaggi materie prime e ricette in linea con il periodo.

Come funziona in pratica



Brief iniziale (10’): preferenze, allergie, stile ricevimento (elegante, country chic, informale), durata attesa sposi, presenza di aperitivo rinforzato, taglio torta.

Aperitivi & finger: 5–8 assaggi mirati per capire livello e varietà.

Primi/Secondi in versione “degustazione”: mezze porzioni per comparare alternative.

Pane, olio, acqua: elementi spesso sottovalutati ma che fanno percepire la cura.

Dessert & Torta nuziale: almeno 2 varianti; valutare anche il sweet table.

Abbinamenti vino: 1 bollicina + 1–2 bianchi + 1 rosso (in base al menù); provare anche analcolici curati.

Debrief finale: cosa funziona, cosa togliere, cosa personalizzare (intolleranze, bimbi, vegetariani/vegani).

Chi partecipa? Di norma coppia + 1 - 2 persone di fiducia. Troppi pareri rischiano di confondere.

Cosa assaggiare (senza perdersi)

Aperitivo: 2/3 finger caldi + 2/3 finger freddi + 1 corner (es. formaggi locali, crudi di verdure, fritti espressi).

Primi: 2 proposte diverse per tecnica e sapore (es. un risotto e una pasta fresca).

Secondi: 1 prova carne o pesce (quella più rappresentativa) + contorno.

Dessert: 2 alternative di torta + 3 mini-pasticcini/sweet.

Vini: una selezione essenziale ma coerente con la struttura del menù.

Regola d’oro: meglio pochi assaggi ben scelti che un “tour infinito” che non permette confronti lucidi.

Come valutare (criteri semplici e oggettivi)

Cucina

Temperatura corretta al servizio

Equilibrio sapido/aromatico

Texture/consistenza (es. al dente, mantecatura)

Porzione realistica per un matrimonio (né scarna né eccessiva)

Stagionalità e riconoscibilità degli ingredienti

Servizio

Ritmo tra le portate (evitare “vuoti” lunghi)

Presentazione piatti coerente con lo stile dell’evento

Gestione tavoli speciali (bimbi, allergie, vegetariani/vegani)

Logistica

Numeri invitati: come scala il menù da 80 a 150+?

Piano B meteo e flussi (aperitivo, sala, taglio torta)

Forno/linea calda in location: impatta cotture e fritti espressi

Personalizzazioni intelligenti (senza complicare la macchina)

Inclusività alimentare: varianti vegetariane/vegane di pari dignità (non “piatti di serie B”).

Territorio: 1–2 piatti firma legati alla zona (pane/olio locali, formaggi, erbe).

Ritmo: se l’aperitivo è “rinforzato”, alleggerire i secondi.

Late-night snack: corner “di mezzanotte” (pizza, mini-burger, gelato artigianale).

No sprechi: porzioni calibrate, riuso creativo del pane, eventuale donazione post-evento.

Errori da evitare

Troppi piatti: stancano il palato e rallentano il servizio.

Scelte “di moda” non adatte agli invitati: pensare all’audience prima di tutto.

Dimenticare allergie/intolleranze: vanno registrate con un foglio ospiti dedicato.

Abbinamenti vino pesanti con menù estivi (e viceversa).

Sottovalutare i tempi tecnici: meglio 2 portate impeccabili che 3 caotiche.

Assaggiare a stomaco pieno o troppo tardi: la percezione si altera.

Budget: come orientarsi senza sorprese



Chiedi il prezzo a persona per 2–3 configurazioni (aperitivo basic/medio/ricco).

Verifica cosa è incluso: personale, mise en place, vini, torta, diritti di servizio, trasporto, elettricità, eventuali extra location.

Richiedi un riepilogo scritto post-degustazione con le scelte aggiornate.

Mini-checklist da portare con te

Allergie/intolleranze e menù bimbi

Numero ospiti per fascia (bimbi, adulti, over 70)

Priorità gustative (es. no aglio, sì tartufo, niente crudo)

Stagione/location e piano B

Sequenza portate e tempi massimi desiderati

2 opzioni vino + 1 analcolico “curato”

Note su mise en place (palette, materiali, fiori, luci)

Preventivo aggiornato e condizioni

FAQ rapide

Quanto dura una degustazione del menù di nozze?
In media 60–120 minuti, a seconda del numero di assaggi e delle varianti da valutare.

Quante persone dovrebbero partecipare?
Idealmente la coppia e al massimo 1–2 persone di fiducia. Troppi pareri complicano le decisioni.

È obbligatorio assaggiare tutto?
No. Meglio selezionare 2–3 alternative “chiave” per ogni momento del menù e confrontarle bene.

Si possono fare menù misti (onnivoro/vegetariano/vegano)?
Sì, se progettati in modo coerente. L’importante è che le alternative siano equivalenti per cura e presentazione.

Quando si fa la degustazione?
Di solito tra 6 e 3 mesi prima delle nozze; una verifica finale a 4–6 settimane dall’evento è utile per rifinire.

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