Menù personalizzati & mise en place
Tendenze 2026

Il Cuoco Innamorato
Nel 2026 gli sposi cercano esperienza, inclusività e coerenza estetica: il menù diventa racconto personale, mentre la mise en place costruisce il ritmo e l’atmosfera della festa. Qui trovi una guida neutra e applicabile a qualsiasi catering/banqueting o ristorante per eventi.

Trend menù 2026: cosa piace davvero (e perché)



1. Stagionalità radicale

Piatti con pochi ingredienti, forti di freschezza e tecnica.

Micro-rotazioni: menù che cambiano anche a distanza di 4–6 settimane se la stagione lo richiede.

Territorio curato (non turistico)



Prodotti locali narrati senza folclore: pane, olio, formaggi e un “piatto firma” regionale.

Tracciabilità e piccole eccellenze (caseifici, orti, pescatori).

Percorsi “light ma completi”

Sequenze più corte: aperitivo strutturato + 2 portate + torta/dessert, evitando maratone culinarie.

Focus su equilibrio e ritmo del servizio.

Corner esperienziali

Postazioni tematiche (crudo di verdure, risotto mantecato a vista, oyster bar, gelato artigianale).

Interazione misurata: show-cooking discreto, no code.

Bevande oltre il vino

Cocktail low alcol/analcolici con botaniche, shrub e bitter.

Pairing “ibridi”: 1 calice + 1 abbinamento analcolico signature.

Dolce contemporaneo

Torta nuziale più leggera e pulita; ritorno della frutta.

Sweet table organizzato per isole tematiche e tram di servizio veloci.

Inclusività alimentare: alternative equivalenti (non “di serie B”)



Vegetariano/Vegano

Un piatto “firma” plant-based, pensato per tutti, non solo per gli ospiti vegan.

Legumi nobilitati, umami naturali, texture studiate.

Allergie & intolleranze

Mappatura preventiva degli ospiti + foglio servizio dedicato con icone allergeni.

Zero contaminazioni: filiere e attrezzature separate dove necessario.

Bimbi & over 70

Soluzioni morbide e riconoscibili, impiattate con cura.

Timing più rapido rispetto al resto del servizio.

Mise en place 2026: linee guida estetiche



Palette colore

Neutri caldi (sabbia, avorio, burro) come base;

accenti desaturati (salvia, borgogna, blu polvere) per fiori e dettagli.

Mix controllato, no arcobaleno: massimo 2 accenti.

Materiali

Lino lavato, cotoni pesanti, ceramiche materiche e vetri soffiati.

Metalli “morbidi” (ottone satinato, argento spazzolato).

Candele lunghe + tealight schermate per livelli di luce.

Stratificazione

Runner su tovaglia piena o tavolo nudo con tovagliette tessili.

Piatti charger discreti, posate con linee pulite, calici snelli.

Centrotavola intelligenti

Altezze alternate, volumi ariosi, profumi non invadenti.

Spazio reale per piatti e bottiglie: estetica che non ostacola il servizio.

Segnaletica & stampa

Menu card minimal, place card leggibili, numeri tavolo chiari.

Un QR opzionale per allergeni e beverage list.

Ritmo del servizio: come non perdere energia

Aperitivo 60–75’ con passaggi ben cadenzati e 1–2 corner.

Cena 90–110’: 2 portate + dessert/torta.

Dopocena con snack “late night” (salato o dolce) e refilling bevande.

Transizioni: luci, musica e micro-annunci per guidare gli ospiti senza stress.

Sostenibilità concreta (senza greenwashing)

Porzioni calibrate (aperitivo ricco = portate più snelle).

Recupero del pane/ingredienti in surplus in produzioni successive dove consentito.

Acqua microfiltrata e grandi formati per ridurre imballi.

Donazioni post-evento quando possibile (normativa e sicurezza permettendo).

Fiori: preferire stagionali e piante in vaso da riutilizzare.

Tre format di menù 2026 (esempi modulabili)



A. Eleganza essenziale

Aperitivo al vassoio + stazione formaggi/verdure

Primo a base cereali antichi o riso mantecato

Secondo di carne/pesce con contorno vegetale “importante”

Torta nuziale + monoporzioni leggere

Pairing: bollicina metodo classico + bianco minerale + analcolico botanico

B. Contemporaneo conviviale

Aperitivo rinforzato con 2 isole (crudo di verdure/charcuterie)

Primo condiviso a centro tavola (servizio familiare)

Secondo unico con doppio contorno

Sweet table tematico + taglio torta rapido

Pairing: 1 vino “gastronomico” + 1 cocktail low alcol

C. Vegetale con personalità (omnivore-friendly)

Aperitivo 70% veg + 30% pesc/ovo-latt

Primo vegetale “wow” (umami marcato, texture)

Secondo a scelta veg o pesce

Dessert frutta & erbe

Pairing: analcolico fermentato + calice unico a bassa estrazione


Checklist operativa (menù + mise en place)

Stagione e palette definite

Piatti firma (max 2) + alternative equivalenti (veg/senza glutine)

Sequenza portate e tempi obiettivo

Corner esperienziali (max 2) con personale dedicato

Glassware e posate coerenti con i drink/servizio

Illuminazione: candele + punti accento; plan elettrico

Plan tavoli con passaggi staff ≥ 90 cm

Menù stampati + QR per allergeni/beverage

Piano “late night” e refill dopocena

Strategia anti-spreco e gestione surplus

FAQ rapide

Come bilanciare aperitivo ricco e cena?
Se l’aperitivo è sostanzioso, riduci a 2 portate sedute e scegli dessert più leggero.

Ha senso un menù degustazione lungo?
Solo con numeri ridotti e logistica perfetta. In genere meglio sintesi e ritmo.

Come rendere inclusivo il menù senza complicare la cucina?
Progetta alternative “parallele” equivalenti (stessa dignità e impiattamento), mappa gli ospiti in anticipo e utilizza icone allergeni su menu/QR.

Quali colori funzionano di sera?
Neutri caldi come base; accenti profondi (borgogna/blu polvere) e luce a più livelli per profondità.

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